Al CERN riprodotta la materia primordiale

Prodotta al Cern di Ginevra la materia primordiale, esistita solo per un secondo dopo il Big Bang. A confermarlo, i risultati ottenuti da Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti compiuto sul gigantesco anello dell’acceleratore più potente del mondo, LHC (Large Hadron Collider), e alla cui guida vi è l’italiana Fabiola Gianotti. Il tutto si capirebbe dall’asimmetria di due jet di nuclei di piombo che si scontrano, quasi alla velocità della luce, dentro il grande acceleratore. L’effetto sembra essere sistematico, poiché il fenomeno è stato osservato molte volte. I primi risultati sono comunque in pubblicazione su una rivista di settore fra le più importanti, il Physical Review Letters.

La scienziata e fisica italiana che al Cern dirige l’esperimento, ha dichiarato che i risultati ottenuti possono essere compatibili con questa ipotesi, ma raccomanda comunque una certa cautela. L’esperimento ha osservato per la prima volta un fenomeno che si chiama ‘jet quenching’, dove nel grande acceleratore dell’LHC si creerebbero delle condizioni molto dense di materia ad alta temperatura come quelle che hanno caratterizzato l’universo primordiale dieci microsecondi dopo il Big Bang.

 

Nell’anello di LHC, 27 chilometri di acceleratore, che parte dalla Svizzera e sconfina in Francia, degli ioni di piombo sono stati accelerati continuamente in due direzioni, una opposta all’altra grazie all’energia fornita da magneti (ve ne sono 2000 lungo il percorso di varie dimensioni, tanto che il più grande ha un altezza di una casa di 3 piani), e che fanno mantenere la traiettoria circolare giusta a questi fasci. Ad un certo punto i due fasci, vengono fatti scontrare uno contro l’altro, generando un’energia tale da sviluppare temperature di miliardi di gradi. Il mix di pressione e temperatura dovrebbe indurre le particelle elementari a scindersi nei componenti veramente elementari.

Atlas è costato circa 500 milioni di franchi svizzeri, il 10% a carico dell’Italia, ha le dimensioni di un palazzo di 5 piani, 45 metri per 25, pesa quasi quanto la Torre Eiffel di Parigi e solo di cavi utilizzati parliamo di 3.000 chilometri. Ciò nonostante riesce a fare misure su questi eventi fra particelle con una precisione inferiore al millesimo di millimetro. Dalle ricerche condotte in questo modo, emergono applicazioni utilissime per la salute, come la Pet e l’uso di acceleratori di particelle per la cura dei tumori nell’adroterapia.

tecnologiaericerca.com

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Lorenzo (domenica, 28 novembre 2010 11:41)

    Molto bene, apprendo la notizia con piacere.