Terraforming, un sogno possibile ?

E' inevitabile che un giorno Marte venga colonizzato dagli esseri umani, che realizzeranno delle basi permanenti di osservazione scientifica disperse alle varie latitudini del pianeta rosso. Già oggi giace negli uffici delle Nazioni Unite una convenzione votata a maggioranza, che punta a consentire un libero accesso alle equipes di ricerca di tutte le nazioni della Terra, come è già avvenuto per l'Antartide. Ma una cosa, è esplorare un pianeta, altra cosa è plasmarlo alle proprie necessità sostituendosi alla Natura. Oggi è già difficile pensare ad un'esplorazione umana di Marte, figuriamoci ad una sua colonizzazione permanente. Tuttavia negli ambienti più lungimiranti della Nasa, sta prendendo piede l'idea di tentare l'impresa.

Il progetto di rendere un pianeta inospitale e biologicamente morto una nuova Terra, adatta alla sopravivenza del genere umano, è una sfida che parte da lontano. Ma è davvero possibile? Abbiamo cercato di fare il punto.

Per molti, l'esplorazione dello spazio ha come scopo ultimo la sua colonizzazione: ciò può avvenire grazie all'azione di macchine, grazie al trasporto di scorte (ossigeno, alimenti, ecc.) dalla terra; per ottenere colonie capaci di sostenersi per un tempo indefinto è invece necessario sfruttare risorse locali mediante sistemi autonomi e rigenerativi che sfruttino l'energia solare.

 

Il terraforming è un processo lungo e complesso, che attraversa molti stadi, fino all'ultimo, quello appunto di riprodurre altrove l'ambiente terrestre; molti sono scettici quanto alla possibilità del terraforming completo, ma si contemplano molte tappe intermedie tra lo stato di sterilità totale e quello di abitabilità perfetta.
La prima di queste tappe è l'ecopoiesi, cioè l'impianto e lo sviluppo di una biosfera sulla superficie del pianeta considerato; l'ecopoiesi richiede un minimo di modificazioni ambientali; per esempio, con riferimento a Marte, bisogna aumentare la temperatura di circa 60 gradi, bisogna aumentare la massa atmosferica, bisogna provvedere una riserva d'acqua e bisogna schermare di molto la radiazione ultravioletta e i raggi cosmici. Queste modifiche renderebbero Marte capace di sostenere una vita anaerobica (cioè che non ha bisogno di respirare), ma per poter sostenere una vita vegetale è necessario che l'atmosfera di Marte contenga abbastanza ossigeno.

Le difficoltà del terraforming, come s'intuisce, sono enormi, anche se alcune delle modificazioni richieste per arrivare allo scopo interagiscono tra loro, agevolandosi a vicenda (per esempio un aumento della massa atmosferica contribuisce a schermare la superficie dalle radiazioni, aumenta l'effetto serra innalzando la temperatura, allarga l'intervallo di stabilità dell'acqua...).

 

In ogni caso il progetto sarebbe un regalo alle future generazioni, infatti i tempi sono molto lunghi, alcuni parlano di 100.000 anni, e anche i più ottimisti ragionano nell'ambito dei secoli.Tuttavia prima o poi bisognerà cominciare perché la vita sulla Terra arriverà al collasso fra qualche centinaio di anni e le risorse per vivere e sfamare una popolazione che avrà superato i 10 miliardi di individui devono essere trovare.

 

Il candidato maggiore per tentare l'impresa appare ad oggi Marte, ma esistono remote possibilità anche con Venere, pur tenendo conto che su questo pianeta esistono impedimenti giganteschi: la sua atmosfera è piena di anidride carbonica con una pressione 90 volte maggiore di quella terrestre, la temperatura  èdi circa 480°C ed il suo sottosuolo è quasi del tutto privo di acqua.

 

Ma la colonizzazione di un altro pianeta aprirebbe anche quesiti etici ed esistenzili. Chi far andare per primo? come distribuire la ricchezza, come tutelare la nostra specie?

Si prevede che l'apertura all'immigrazione terrestre su Marte sarà inizialmente consentita alle comunità scientifiche. Queste inizierebbero a effettuare controlli di microbiologia del pianeta per verificare l'eventuale diffondersi di microorganismi autoctoni patogeni per l'uomo. In seguito altre equipe di lavoro inizierebbero a realizzare strutture produttive e di stoccaggio delle risorse alimentari e dei beni tecnologici, essenziali alla sopravvivenza autonoma dell'uomo sul pianeta.
Quando il pianeta verrà considerato "agibile" si aprirà finalmente all'accesso delle possibili masse di volontari che dalla Terra partirebbero verso Marte per rifarsi una nuova vita o semplicemente per spirito di avventura, come è accaduto per la colonizzazione europea del "Nuovo Mondo".

La conquista definitiva di Marte o di qualunque altro pianeta rappresenterà un punto si volta per il genere umano. Smetteremo di essere una società terrestre e diventeremo una società universale. Per ora sono solo supposizione ma il progresso non si può fermare, anzi può essere accelerato da uno scambio di tecnologia con civiltà aliene se riusciremmo a comunicare con loro. Basta saper aspettare e non arrendersi: Marte è alle porte.

 

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Commenti: 3
  • #1

    LORENZO M. (mercoledì, 20 ottobre 2010 13:43)

    L'abitazione di altri pianeti è inevitabile nel corso della storia di qualsiasi civiltà evoluta.Certo non bisogna dimenticare il NOSTRO pianeta poichè probabilmente se oggi siamo alle strette è colpa di secoli di malagestione delle risorse e sfruttamento sfrenato.Per quanto riguarda il terraforming io ritengo che sia molto più semplice di quanto sembri anche perchè c'è chi ritiene che alcuni individui stiano "manipolando" il nostro pianeta da decenni per cui la modificazione ambientale di Marte non sarebbe poi così complessa.Ritengo più utile nell'immediato scoprire nuove forme di propulsione poichè con le tecnolgie di cui disponiamo oggi l'esplorazione spaziale sarebbe impensabile se non in tempi molto lunghi.A mio parere gli sforzi andrebbero concentrati in quel campo anche se sò,fortunaatamente,che lo stanno già facendo.

  • #2

    Nemesi (giovedì, 21 ottobre 2010 13:50)

    La specie umana è stata definita da alcuni scienziati e da alcuni intellettuali transumanisti come il più letale dei virus per il pianeta Terra inteso come complesso ecosistema..........non posso essere più d'accordo. Se mai arriverà il giorno in cui sarà possibile colonizzare nuovi mondi chi, o meglio, cosa credete che perpetuerà il genoma umano? Altri esseri umani privi di un reale scatto evolutivo, gli stessi che hanno profanato GAIA

  • #3

    marco (giovedì, 21 ottobre 2010 14:04)

    gia..ne stiamo distruggendo uno di pianeta..."finito" questo....si passa ad un altro....il genere umano è come la peste...distrugge tutto cio che tocca....è una piaga