Al via la missione per cercare vita "aliena" nell'atmosfera

La ricerca di organismi particolari, in grado di sopravvivere a condizioni nelle quali un normale essere vivente troverebbe facilmente la morte, si sposta dalla superficie di terre e mari agli strati più alti dell’atmosfera. Regioni del pianeta Terra che potrebbero, almeno in teoria, ospitare anche organismi extraterrestri.

Questo è quello che sperano di trovare i ricercatori della Cransfield University, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, che daranno il via questa settimana alla missione di ricerca di un pallone aerostatico munito di strumentazioni in grado di cercare batteri ed altri esseri viventi nella stratosfera terrestre. Gli organismi ipotizzati potrebbero essere completamente nuovi alla scienza, o addirittura essere giunti sul nostro pianeta da molto, molto lontano, attraverso comete o asteroidi.

Se la missione dovesse aver successo, sarebbe la prima volta che si ottengono campioni di vita aliena, e una prova a sostegno dell‘ipotesi che la vita sulla Terra si sia originata a partire da organismi provenienti da altri mondi.

“Ci sono teorie che dicono che la vita sulla Terra sia giunta dallo spazio, per cui abbiamo bisogno di sapere che la vita può sopravvivere alle condizioni dello spazio per dimostrare che queste teorie sono plausibili” spiega Clara Juanes-Vallejo, a capo della ricerca. “L’ambiente della stratosfera è davvero estremo: si può arrivare a -90°C, in una situazione di “quasi-vuoto”. Ci sono inoltre molte radiazioni nocive, dato che non c’è lo stesso livello di protezione che fornisce l’atmosfera terrestre. Se riusciamo a stabilire che la vita può sopravvivere ad un ambiente così estremo, potrebbe anche sopravvivere in posti come Marte o gli asteroidi”

Non si parla soltanto di esseri viventi potenzialmente extraterrestri, ma anche di organismi provenienti dalle viscere della Terra: nella stratosfera infatti potrebbero sopravvivere anche alcuni microrganismi emersi da eruzioni vulcaniche e trasportati in quella regione dell’atmosfera da ceneri e polveri.

Il pallone sonda è stato sviluppato in collaborazione con l’azienda elettronica Alpha Micro, e raggiungerà un’altezza di oltre 30 chilometri sopra il Circolo Polare Artico. Una volta in quota, inizierà a “succhiare” aria attraverso una serie di filtri, che collezioneranno ogni eventuale microrganismo in sospensione nell’aria.

Per evitare contaminazioni da parte di organismi terrestri, il pallone sonda verrà preparato in un ambiente sterile utilizzato per le missioni spaziali dirette verso Marte o altri corpi del nostro Sistema Solare.

Le speranze di trovare qualche essere vivente non sono così remote: gli estremofili possono sopravvivere a condizioni proibitive per qualunque altro organismo, ed il fatto che la stratosfera sia bombardata da radiazioni e abbia una pressione pari ad un centesimo di quella che sperimentiamo normalmente non sembra possa essere un ostacolo insormontabile

Daniele Bagnoli / Diretta News.it

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