Le linee di Nazca, niente alieni: servivano per l'acqua

Rimangono uno dei grandi misteri irrisolti della terra: nella piana di Nazca, in Perù, ci sono enormi disegni, lunghi anche chilometri, che da terra sono proticamente invisibili, mentre si vedono dall'alto. Le figure possono essere distinte in tre gruppi principali: figure dritte, a spirale e geometriche. In quale modo gli antichi abitanti di Nazca riuscirono a tracciare queste linee? E quale scopo legittimò questa grande impresa? Venne ipotizzato che gli indiani di Nazca partissero da “schizzi” dei disegni che poi allargavano, magari con l’aiuto di un opportuno reticolato di corde.
Dagli studi approfonditi degli archeologi risulta che i disegni tracciati sono circondati da un labirinto di forme geometriche di una precisione millimetrica.

La loro precisione e il la loro maestosità ha spesso finito per accomunarle all'ufologia, per esempio piste di atterraggio per velivoli provenienti da altri mondi, ma sempre nello stesso ambito si era pensato ad altre ipotesi: segnali astronomici di una civiltà scomparsa, rappresentazioni di costellazioni e così via.
Ma oggi un ricercatore indipendente americano di Poughkeepsie, David Johnson. rispolvera una ipotesi parzialmente abbandonata: si tratterebbe di indicazioni per andare verso le sorgenti d'acqua, così rare in quella zona desertica del Perù.

Secondo Johnson i geroglifici peruviani formerebbero una enorme mappa delle risorse d'acqua sotterranea. Egli infatti, avrebbe trovato  una stretta correlazione tra gli antichi acquedotti o altri elementi "d'acqua" e le principali figure del luogo. Sarebbe stata l'esperienza, secondo il ricercatore, a permettere alle popolazioni preispaniche di conoscere le vie d'acqua sotterranee che scendono dalle montagne circostanti il deserto. L'ipotesi di una relazione tra le figure e l'acqua sarebbe sostenuta dalle ricerche dell'Istituto Archeologico Tedesco e dall'Istituto Andino di Ricerche archeologiche i cui ricercatori hanno documentato la presenza di offerte religiose in piccole cavità vicino ai geroglifici proprio come se si volessero ringraziare gli dei per la presenza dell'acqua in quel punto. E dunque, l'ipotesi di Johnson vuole che le "linee" formavano un paesaggio rituale la cui finalità fosse quella di permettere a chi fosse in grado di leggerle di procurarsi acqua.

"E' assai probabile  - ha spiegato Johnson - che le linee fossero una specie di linguaggio che serviva per comunicare dove fossero localizzati i pozzi e gli acquedotti". Così, ad esempio, quando si incontra un trapezoide significa che lì vicino esiste un pozzo. I cerchi sarebbero stati disegnati in prossimità di fontanelle o sorgenti. E così facevano anche le grandi figure degli animali. Il colibrì, ad esempio, una delle immagini più belle tra le "linee", indicava con il suo becco dove si trovava un grande pozzo.

In ogni caso la spiegazione non convince e non chiarisce moltissimi misteri legati a disegni particolari. Si prendano ad esempio le foto del deserto di Nazca esaminate da botanici, storici dell’arte precolombiana, geologi, zoologi, astronomi ed antropologi; ma forse mai da fisici teorici o sperimentali. Esaminando per esempio e con attenzione la foto mostrante la figura del cosiddetto "colibrì" un fisico infatti potrebbe "notare" qualcosa d’ambiguo. Di che si tratta? Uno dei più celebri disegni della "Pampa Colorada" a Nazca, il disegno del "colibrì", col suo lungo becco sugge qualcosa di non ben chiaro, dal momento che la struttura cui si trova attaccato non è, con ogni evidenza, un fiore. Insomma i punti oscuri rimangono tanti. L'acqua, ipotesi già avanzata da tempo e che aveva perso il suo smalto come spiegazione scientifica, rimane un'opzione che non convince.

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Commenti: 9
  • #1

    Lorenzo (giovedì, 02 settembre 2010 16:03)

    Ma no, non hanno capito nulla come al solito !!!
    Per trovare l' acqua nel deserto non c'è bisogno di una mongolfiera, ma di indicazioni precise e facilmente leggibili.
    Ora vi racconto io come stanno le cose (con molta fantasia, s'intende e con un pizzico d'ironia ;-))
    Indipendentemente dalla forma che raffigurano, le linee sono chiuse, inoltre si trovano nel deserto.
    La spiegazione è semplice: Sono semplicemente un percorso di purificazione per diventare sciamani, che si attuava in particolari periodi dell'anno identificati da forme differenti riconducibili ad animali; Bastava seguirle a piedi senza bisogno di elevarsi in volo. Il percorso era parecchio lungo e sotto il sole si doveva sudare parecchio ... Tutto qua.
    Niente alieni, niente basi d'atterraggio.

  • #2

    themist (giovedì, 02 settembre 2010 16:21)

    Sono gli antenati dei cerchi nel grano....

  • #3

    LORENZO M. (giovedì, 02 settembre 2010 18:38)

    Ecco adesso le ho veramente sentite tutte!Ma come fanno a definirsi scienziati questi individui,sono loro che cercano le ipotesi più astruse e incomprensibili pur di non ammettere la verità,e poi,anche se tutto quel complesso immenso di opere sarebbe servito solo per indicare dei pozzi d'acqua,MA CHI DIAVOLO poteva vedere da terra quei messaggi,ma ragionano prima di sparare certe baggianate....neanche dalle colline vicine si possono ammirare le linee nella loro interezza ma si possono solo intravedere figure strane.Ragazzi il fatto è che le linee sono qualcosa di misterioso,incredibile,unico e in cui gli "scienziati"(oramai dubito anche di questo appellativo)non riescono a trovare una soluzione che faccia comodo a loro e al mondo accademico,per cui sarebbero disposti a dire che le linee le hanno create gli antichi per giocare a calcio XD....ragazzi la verità è una,ovvero che le linee erano fatte per essere viste dall'alto e quale fosse il loro scopo non ha importanza a mio parere se paragonato al fatto che:
    1)I nostri antenati potevano volare con meezzi avanzati in grado di stare fermi in volo....(non erano mongolfiere perchè non conoscevano stoffe abbastanza leggere da essere gonfiate dall'aria calda)
    2)oppure qualcuno proveniente da qualche "altra parte" aveva fornito loro i mezzi idonei
    3)non le hanno costruite loro ma qualche popolazione molto avanzata diciamo "non terrestre"
    Mi dispiace per chi crede che le linee siano delle decorazioni natalizie ma una di queste tre soluzioni che ho enunciato è quella vera ed è inoppugnabile,in ogni caso qualunque sia delle tre si dovrebbe riscrivere la storia dell'umanità.

  • #4

    Nicklespaul (venerdì, 03 settembre 2010 18:22)

    Concordo con Lorenzo M. pensare che una qualsiasi delle popolazioni che vivena in quel periodo potesse vederle con i mezzi a noi conosciuti è assurdo. E poi a che pro dare forme di animali giganteschi a semplici pozzi d'acqua? Sinceramente questa teoria è fin troppo fantasiosa anche per uno come me a cui piace fantasticare...

  • #5

    JackdiSpade (domenica, 05 settembre 2010 21:32)

    ah... devo sempre spiegare tutto io -.-"
    E' solo un'espressione artistica fine a se stessa.

    Erano graffitari!
    che in mancanza di muri...

  • #6

    Lucen (martedì, 07 settembre 2010 21:12)

    se si ha necessità di acqua in un deserto si semplifica e si segnala in modo preciso il punto di approvvigionamento.. o bisogna fare un corso accelerato di geroglifico per dissetarsi?
    Ciao

  • #7

    Gabriele (mercoledì, 31 luglio 2013 19:04)

    Ma l'autore della "scoperta" è del CICAP??
    Perchè il metodo sembra essere lo stesso... forse ha partecipato a uno dei corsi a 590 euro!!

  • #8

    Francesco (martedì, 28 aprile 2015 11:45)

    Il fatto che fossero delle indicazioni per i pozzi d'acqua ha senso poiché la sua difficoltà di interpretazione é coerente con la necessità egoista dell'uomo (la risorsa più preziosa nelle mani di poche persone). Però ciò non spiega il motivo delle loro dimensioni, dal momento che sono visibili interamente solo dall'alto. Quali mezzi di volo poteva avere una popolazione che é vissuta in un ambiente desertico e durata presumibilmente troppo poco tempo perché potessero sviluppare una tecnologia che gli consentisse di volare.
    Senza considerare la precisione millimetrica delle figure il che avrebbe senso se avessero potuto monitorare il lavoro dall'alto.
    Io sono un sostenitore della teoria ufologica secondo cui visitatori alieni hanno impresso il loro stampo sull'umanità, e francamente per arrivare a questa teoria sono stato abbastanza critico su tutto.
    Prendete ciò che ho detto come mere supposizioni, gli unici portatori di verità siete voi, l'importante é porsi sempre delle domande.

  • #9

    ivan pascoli (mercoledì, 03 febbraio 2016 00:09)

    Veramente terribili queste interpretazioni "scientifiche". A parte che visti i cambiamenti climatici del passato documentati in tutta la zona andina, quando quelle regioni erano abitate non erano sicuramente desertiche ma almeno un po verdi se non lussireggianti. Perché mai delle popolazioni probabilmente nomadi si sarebbero dovute stanziare proprio in una regione desertica ? A questo punto visti questi voli pindarici interpretativi mi domanto quali basi scientifiche hanno anche le datazioni di questa civiltà fatta risalire al 500a.c.-500d.c. Poi vermente le spiegazioni relative al linguaggio per comunicare dove si trovassero i pozzi d'acqua, ai luoghi sacri ( e perché mai sarebbero sacri allora? per caso?) ai riti sciamanici, sembrano prese in prestito dalla fantasia di un bambino che fa le elementari e mi sembrano un affronto all'intelligenza stessa di queste popolazioni. Che pena.