Ufo: quello che i piloti non dicono

Quando a fine 2006 un Ufo avvistato a Chicago riempì le cronache nazionali ed internazionali, i rapporti dei testimoni oculari, cioè gli impiegati e i piloti della United Airlines, parlavano di un oggetto grigio, metallico, a forma di disco che si librava sopra l'aeroporto internazionale O'Hare, stazionava a lungo e veniva visto da centinaia di persone. Inizialmente, United Airlines e FAA non rilasciarono dichiarazioni sull'avvistamento finchè un giornale di Chicago non si è appellato alla legge sulla libertà delle fonti.

Allora i funzionari della FAA dettarono un comunicato stampa: “La nostra teoria su questo avvistamento è che si tratti di un fenomeno del tempo" disse il portavoce della FAA Elizabeth Isham Cory.

Spiegazione che non convince. Eppure in questa storia che abbiamo utilizzato come esempio per tutte le altre, manca una parte importante: le testimonianze dei piloti. Non parlano, anzi spesso mentono. Perchè?

 

Migliaia di avvistamenti di oggetti volanti non identificati sono stati segnalati dai piloti civili e militari di tutto il mondo negli ultimi decenni. Probabilmente è lecito ritenere che molti avvistamenti non sono stati dichiarati dai piloti  a causa dei rischi per la reputazione e per la possibilità di perdere i posti di lavoro. Alcuni potrebbero essere stati "consigliati" sul fatto che era meglio dimenticare ciò che avevano visto.
Negli Stati Uniti, sono molti i piloti militari e civili coinvolti in gruppi di ricerca sugli  UFO, per motivi di sicurezza in volo, sicurezza nazionale, curiosità scientifica o semplicemente perché trovano l'argomento un bel mistero molto interessante. Ma rimangono tutti rigorosamente anonimi.
Nel suo nuovo libro, "UFOs: Generals, Pilots and Government Officials Go on the Record" il giornalista Leslie Kean analizza il ruolo dei piloti militari e civili coinvolti nel fenomeno UFO, sia americani che internazionali.

Le dichiarazioni di un pilota su questo argomento sono considerate credibili perché, come per i medici, gli agenti di pace e altri professionisti, essi sono considerati osservatori addestrati. Devono avere un'ottima conoscenza della situazione e sono consapevoli  di come i fenomeni meteorologici, satelliti, stelle e altre oggetti appaiono nei nostri cieli.

 E naturalmente, molti piloti civili sono ex piloti militari.

Le testimonianze dei Piloti Militari

Sappiamo che il senatore dell'Arizona Barry Goldwater, è stato un generale dell'Air Force, brigadiere e pilota, ed era molto interessato al tema UFO. Ma, ha affermato che quando cercò di informarsi sull'argomento con i vertici militari, e, soprattutto, avere accesso ad alcuni edifici di Wright-Patterson nella Air Force Base di Dayton, Ohio, gli è stato fatto capire che era il caso di fare marcia indietro.

Un altro ex governatore dell'Arizone Fife Symington, era anch'esso un ufficiale dell'Aeronautica Militare e pilota. Ha detto di aver assistito al 13 marzo 1997, alle cosiddette "luci" di Phoenix, il più grande avvistamento di massa degli ultimi decenni. Symington ha detto di aver visto una nave di grandi dimensioni triangolare "di origine sconosciuta" con alcune luci. "E 'stato drammatico. E non avrebbero potuto essere bengala perché erano troppo simmetriche. Avevano una struttura geometrica, una forma costante", ha affermato ancora Symington. Nessuno lo ha smentito, perchè le sue dichiarazioni coincidono con quelle di migliaia di americani, che in quei giorni telefonarono allarmati ai centralini delle stazioni di polizia americane.

Un altro caso interessante è stato il cosiddetto "incidente Coyne" su Mansfield, Ohio, il 18 Ottobre 1973. In questo caso, quattro membri dell'Esercito erano nel loro elicottero militare che volava da Colombo a Cleveland. Il caso prende il nome dal pilota e comandante di aeromobile capitano Lawrence J. Coyne.

Un UFO è stato avvistato la prima volta all'orizzonte da un membro dell'equipaggio. Poi, si avvicinò e volò molto vicino ai loro velivoli. A un certo punto critico, il pilota temuta una collisione ha prontamente posizionato i controlli l'elicottero per una discesa veloce.

Tuttavia, è interessante notare, che dall'altimetro dell'elicottero è emerso che in realtà stavano  guadagnando quota. Chi controllava l'elicottero dunque?
Coyne afferma, "Noi alzammo gli occhi e vedemmo che si fermò proprio su di noi. Era un grande "scafo" grigio metallizzato di 60 piedi di lunghezza. Aveva la forma di un sigaro grasso. C'era una luce rossa sul davanti e una cupola centrale. Una luce verde sul retro che si rifletteva sullo scafo".
Questo caso è  molto ben documentato e include una relazione formale fatta dal personale di bordo dell'Esercito sull'accaduto. L'equipaggio incluso pilota e comandante dell'aeromobile Coyne, ( un veterano di 19 anni nell'esercito ) comprendeva anche lo Specialist Robert Yanacek e John Healey.

I casi sono molti, l'opinione pubblica soprattutto nei paesi anglosassoni è relativamente informata, eppure i piloti che avrebbero il potere con la loro autorevolezza di spazzare il campo dai professionisti del depistaggio tacciono ancora in pubblico. E' chiaro che tra loro parlano, sanno, analizzano e litigano. Ma i segreti riescono a non uscire dalle caserme e dalle accademie militari. Per quanto tempo?

Con internet e l'anonimato molti documenti sono riusciti a venire alla luce lo stesso, come dimostrato dal dossier svelato da Wikileaks sul Pentagono. Basta aspettare?

Commenti: 8 (Discussione conclusa)
  • #1

    theunidici (venerdì, 27 agosto 2010 11:47)

    il tempo crea oggetti metallici volanti stazionari? Ah si? e allora spiegateci cos'è....come si creano....come si dissolvono....!!! forza scienziati...forza..!!

  • #2

    Lorenzo (venerdì, 27 agosto 2010 16:25)

    Che dire ...
    Sul fatto che i piloti militari spesso mentano o non si pronuncino affatto, c'è solo da ipotizzare che abbiano assistito ad un'esercitazione di un velivolo militare sperimentale e che per ovvie ragioni non possano far trapelare informazioni di nessun genere per tutelare la sicurezza nazionale: Questo da adito ad un'ulteriore supposizione che contrappone la tecnologia aliena fornita per dar vita ai velivoli poco sopra menzionati, alla necessità da parte nostra di contraccambiare "il favore" con un altro: Quale ? Le abductions potrebbero essere una, l'approvvigionamento di fonti di energia a scapito nostro potrebbe essere un'altra, cos'altro possiamo supporre: La progressiva estinzione del genere umano soppiantato da un altro di tipo ibrido, cioè l'invasione silenziosa, ma progressiva della pianeta Terra. Supponendo che la loro biologia sia poco adattabile a lungo termine alla vita sulla Terra, la creazione di un ibrdio alieno-terrestre potrebbe renderli più resistenti all'attacco degli agenti patogeni esterni, quindi maggiormente adattabili alla vita sul nostro pianeta.
    Per quanto attiene i piloti civili, sono subordinati anch'essi allo strapotere militare, quindi non c'è da meravigliarsi. E' chiaro, comunque, che la crescita spaventosa della tecnologia che ci accompagna non può essere tutta farina del nostro sacco, poichè si è evoluta troppo velocemente negli ultimi 50 anni. Qualcosa c'è, è innegabile, ma fomentare il dubbio e l'incertezza sono due aspetti sicuramente comprensibili, anche se non condivisibili, quando è necessario tutelare la segretezza di una scoperta, di un'incontro, di un risultato per poterne vantare l'esclusiva.

  • #3

    Pilotadipiper (venerdì, 27 agosto 2010 17:37)

    Sono uno di quei piloti... non ho visto i dischi che si leggono nell'articolo ma ho visto molte alte cose strane in volo. Piloto un Piper PA-28 Cherokee e ho osservato con i miei occhi formazioni di flottillas in volo nei cieli sopra la brianza. Ho anche visto due piccole sfere rotonde del diametro di circa 50 cm che roteavano dandosi il cambio.
    I piloti anche quelli non militari dovrebbero segnalare qualsiasi cosa nei loro registri ma non lo faccio. Devo seguire rigidi controlli ogni sei mesi per il rinnovo del patentino...una segnalazione del genere mi farebbe segare alla riconferma. E di colleghi che hanno visto cose altrettanto strane ce ne sono.
    Io non sono di quei fanatici che credono a tutto, sono una persona seria, e magari la natura di questi oggetti non è per forza aliena ma parlarne è tabù nel nostro ambiente, in questo ha ragione chi scrive l'articolo.
    Bè questo è tutto, buona continuazione!

  • #4

    Lorenzo (venerdì, 27 agosto 2010 18:29)

    Ciao Pilotadipiper, il tuo intervento è prezioso:
    Mi pare d'intendere che il vedere cose strane, così come le descrivi tu, ed annotarle come da protocollo, potrebbe indurre chi ha il dovere di confermare o meno la tua sanità psico-attitudinale nel pilotare il velivolo a non confermarti il patentino, giusto ?

  • #5

    Pilotadipiper (venerdì, 27 agosto 2010 21:34)

    Esatto, basta una piccola macchia per non vedersi rinnovato il patentino, se un pilota parla di ufo passa per matto, è deriso e quando ti vedono si danno pacche sulle spalle.

  • #6

    enrico (sabato, 15 gennaio 2011 10:50)

    Quello che vi diro' adesso mi è stato riferito personalmente da un ex pilota miltare italiano che verso la fine degli anni 50 fece un corso di addestramento presso una base militare americana .Sul manuale che gli venne consegnato si parlava anche dell'incontro con velivoli non convenzionali(UFO) diciamo con i quali si ordinava specificatamente di NON INGAGGIARE.In pratica si diceva di fare esattamente il contrario di quello che un pilota militare dovrebbe fare in caso di velivoli convenzionali e cioè chiedere al velivolo di identificarsi e in caso negativo abbatterlo.Questa è una testimonianza che ho avuto in diretta e non letta o mediata da altri.Così stanno le cose .A voi le conclusioni.

  • #7

    enrico (sabato, 15 gennaio 2011 11:05)

    Vorrei aggiungere questo.E' chiaro che in caso affermativo cioè della presenza di alieni nel nostro pianeta ,siamo di fronte ad una civiltà enormente piu' progredita della nostra ,che cioè ha superato tutti quei problemi tecnologici relativi all'enormi distanze da coprire per raggiungerci.La mancanza delle cosiddette prove deriva in massima parte dal fatto che i nostri strumenti d'indagine sono indeguati ad analizzare una realtà tecnologicamnte molto piu' progredita .Esempio pratico.
    Quale possibiltà avrebbe un indigeno dell'amazzonia di fornire le prove del passagiio di un aereo sopra la sua testa?Aldilà della testimonianza nessuna a meno che si ipotizzi la caduta dell'aereo in quel momento sopra il suo villaggio.In pratica il suo livello tecnologico non gli consentirebbe questo.Quindi anche noi rapportandoci con una civiltà molto piu' progredita potremmo avere gli stessi problemi.A questo si aggiunga un comprensibilissimo atteggiamento delle autortà a mantenere una copertura in quanto le conseguenze socio-economiche di una tale rivelazione potrebbero essere non prevedibili.Anche se dal mio modesto punto di vista una rivelazione graduale sarebbe piu' saggia e creerebbe meno problemi.Scusate per la lungaggine.

  • #8

    pietro (martedì, 09 ottobre 2012 15:03)

    ho 35 anni e spero di poterli vedere un giorno. tutta questa paura poi. se volevano farci del male gia' l' avrebbero fatto. chi sa come saranno le donne aliene. sicuramente piu' intelligenti di quelle terreatri. ;-)