Ricercatore italiano: gli Ufo arrivano dai buchi neri

Gli Ufo esistono, ma non sono certamente i dischi volanti protagonisti della fantascienza: non si tratta di «oggetti», ma di «getti non identificati», gigantesche quantità di materia (con una massa pari a quella del Sole) espulse dai buchi neri. Li descrivono, rende noto la Newsletter dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), due articoli firmati dall'astrofisico italiano Francesco Tombesi, che lavora negli Stati Uniti, alla Nasa. Una delle due ricerche è stata pubblicata sull' Astrophysical Journal e l'altra è in via di pubblicazione su Astronomy and Astrophysics. È la conferma di un fenomeno che per anni non si era mai riusciti a spiegare. I getti di materia, chiamati Ultra Fast Outflows (Ufo), osservati da Tombesi vengono espulsi quasi alla velocità da giganteschi buchi neri, che si trovano al centro delle galassie con nucleo attivo.

«È da qualche anno che se ne osservavano alcune evidenze - ha osservato Tombesi - ma molti astrofisici erano ancora scettici. Ora, grazie alla nostra analisi sistematica, per la prima volta siamo riusciti a mettere un punto fermo». Per arrivare a questo risultato, Tombesi ha analizzato lo spettro di galassie dal nucleo attivo distanti centinaia di milioni di anni luce dalla Terra, utilizzando i dati raccolti dal satellite Xmm-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Altri dati (in via di pubblicazione) provengono dal satellite giapponese Suzaku. I getti sono composti da plasma ionizzato: atomi di ferro ai quali sono stati strappati quasi tutti gli elettroni, fino a lasciarne uno o due appena, come fossero atomi d'idrogeno o di elio. L'interesse scientifico di questo fenomeno è notevole: «l'esistenza degli Ufo - ha osservato il ricercatore - ci permette di spiegare il cosiddetto feedback, cioè l'interazione fra il buco nero supermassiccio e la galassia ospite. La grande massa di materia e la loro altissima velocità, infatti, fanno sì che gli Ufo riescano a interagire con l'intera galassia ospite, e perfino a uscirne fuori».

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Commenti: 2
  • #1

    LORENZO M. (mercoledì, 28 luglio 2010 15:03)

    Incrdibile scoperta e molto interessante fatta da uno scienziato italiano.Peccato che per raggiungere questi livelli sia dovuto andare a svolgere le sue ricerche in america....

  • #2

    Lorenzo (mercoledì, 28 luglio 2010 19:45)

    Infatti, molto interessante.
    La meccanica quantistiica ha ipotizzato universi paralleli che potrebbero interagire fra loro. Questo porterebbe all' ipotesi che se neanche i fotoni sono in grado di sfuggire ai buchi neri e se da questi esce della materia, allora è pensabile che cio che entra esca da qualche altra parte in qualche altro universo, magari modificato nel passaggio multidimensionale...