Carlo Rubbia e gli ufo. Cosa è cambiato 23 anni dopo?

"Oggi siamo convinti che la vita sia cominciata nello spazio esterno, dalla polvere stellare, che è il più grande elaboratore chimico dell'Universo, e che poi sia ricaduta sotto forma di pioggia di meteoriti, di polvere cosmica, sul pianeta Terra e qui abbia trovato le condizioni favorevoli per svilupparsi. Nel XXI secolo andremo su Marte, che all'inizio aveva acqua e atmosfera, per capire se abbia avuto un momento di evoluzione biologica, per cercare se Marte come la Terra abbia avuto i dinosauri. L'astronomia sta scoprendo che ogni sistema solare, nella vastità del nostro Universo, è costellato non solo di stelle che vediamo, ma anche di pianeti che circolano intorno ad esse. Se abbiamo dieci miliardi di soli nella Via Lattea, cominciamo a pensare che ci siano ben più di dieci miliardi di pianeti che girano intorno ad essi, molti in condizioni climatiche analoghe alla nostra Terra. E la nostra galassia è soltanto una di un numero incredibile di altre galassie. Quindi è lecito domandarci se la vita esista o sia esistita o esisterà in miliardi e miliardi di pianeti oltre alla Terra".

 

Questo era Carlo Rubbia premio nobel della Fisica in un'intervista del novembre 2007. Vent'anni prima Rubbia parlava di alieni e di possibilità extraterrestre in maniera ancora più convinta.

Ma dopo 50 anni di ricerca di vita aliena, di Seti, di sonde e megatelescopi, è forse lecito chiedersi, cos'è veramente cambiato?

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Commenti: 5
  • #1

    Maurizio (giovedì, 22 luglio 2010 22:33)

    Tempo fa avevo letto sul Corriere della Sera (conservo ancora l'articolo) di un progetto elaborato da Carlo Rubbia di un motore al silicio che avrebbe permesso di viaggiare nello spazio a velocita' + elevate rispetto agli attuali e quindi avrebbe permesso di accorciare i tempi di viaggio p.e. per andare su Marte. Che fine ha fatto questa idea? E' possibile far arrivare questa domanda a Rubbia stesso? Qualcuno ne sa qualcosa?

  • #2

    LORENZO M. (venerdì, 23 luglio 2010 10:12)

    Scusa Maurizio ma è ancora disponibile questo articolo on-line o su qualche sito oppure è scomparso,perchè mi piacerebbe molto leggerlo.Grazie.

  • #3

    Maurizio (venerdì, 23 luglio 2010 11:53)

    No, era un'articolo con tanto di intervista sul Corriere della Sera negli ultimi anni '90, mi e' sempre rimasto impresso e mi sono sempre chiesto come mai la ricerca di nuovi tipi di propulsori si e' un po' fermata al solito combustibile liquido e/o solido che sia ancora in utilizzo oggi.

  • #4

    sgrdust - stefano (mercoledì, 15 settembre 2010 22:17)

    Forse è questo?

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/settembre/20/Rubbia_porto_Marte_giorni__co_0_98092012669.shtml

    Non è silicio ma americio, sarebbe il "Progetto242", un motore che se sviluppato, in teoria potrebbe generare una spinta capace di fare andare l'astronave/sonda a 40.000km al secondo. Le piu veloci attuali superano "appena" i 15.000km km/sec.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_242

  • #5

    mario (domenica, 06 marzo 2011 16:45)

    in relazione all'ultimo intervento bisogna precisare che le velocità di cui si parla vanno ridotte eliminando tutti gli zeri! le velocità attuali raggiungibili sono dell'ordine dei 16 km al secondo e quelle previste dal motore ad americio 242 di Rubbia sarebbe di circa 40 km al secondo.