La Nasa battezza "Interferometer": scoverà pianeti alieni

Quanti si sono chiesti, nascosti dagli occhialini in 3D, come sarebbe vivere in posti simili a Pandora descritto nel film 'Avatar'? Sarebbe davvero così surreale? E, soprattutto, esistono sistemi solari simili al nostro?
A queste domande rispondono Stefan Martin e A. J. Booth, ingegneri del NASA’s Jet propulsion Laboratory di Pasadina, in California. A loro si deve un nuovo modo per osservare lo spazio al fine di trovare posti simili e abitali come il nostro pianeta Terra.
Il nuovo strumento di ricerca si chiama 'interferometro azzerante' (nulling interferometer), grazie al quale è possibile osservare i pianeti a luce infrarossa. Esso combina la luce stellare catturata da quattro telescopi, adattandola in modo da annullarsi a vicenda. In questo modo, è possibile rendere la stella più pallida e più 'scrutabile'.

Anche se in realtà l'interferometro "non è un nuovo sistema di analisi stellare", ma di certo sia Martin che Booth hanno avuto il merito di renderlo più preciso ed efficace. Come spiega Martin: “Poiché questo strumento rende la luce della stella almeno 100 volte più debole, dovremmo essere capaci di osservare il pianeta molto più chiaramente”.

Tuttavia, l’interferometro non è il solo strumento della NASA nato con questo fine. La missione Kepler, infatti, è ancora oggi in orbita alla ricerca di pianeti simili alla Terra, analizzandoli indebolendo la luce delle stelle alle quali ci si avvicina. Un’altra tecnica, la ‘coronagrafia’ (coronagraphy), ‘maschera’ la luce della stella, rendendone più visibile la superficie.

La tecnologia sviluppata da Martin e Booth potrebbe essere utilizzata nelle missioni SIM Lite e Kepler. Ora, si sta cercando il modo per sperimentare il sistema in condizioni che imitino quelle di una vera missione spaziale.

Nextme.it

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Commenti: 1
  • #1

    LORENZO M. (giovedì, 08 luglio 2010 08:56)

    Speriamo che possa essere applicata il più presto possibile.