Hawking: le reazioni al suo discorso sugli alieni malvagi

Il dilemma su extraterrestri buoni e cattivi è un vecchio pallino di media e ufologia. Riuscire a creare un'etichetta che li inquadri tutti crea una facilità per le masse e per lo sfruttamento mediatico del fenomeno. Ultimamente hanno datto scalpore le dichiarazioni dell’astrofisico britannico Stephen Hawking, che metteva in guardia sul pericolo che gli alieni potrebbero recare al genere umano, in pratica li ha definiti ostili. Queste dichiarazioni, hanno suscitato un vespaio di polemiche e reazioni e il dibattito si è acceso, non solo nei forum, e nelle community ma anche nel mondo scientifico internazione.

Noi vi diamo conto di alcune reazioni alle parole di Hawking, che spaziano da chi non le condivide a chi le considera lungimiranti e giuste.

La sua non è una boutade, ma un’evidenza logica dimostrata matematicamente con le equazioni. A sostenerlo è Cristiano Cosmovici, bioastronomo romano dell’Istituto di fisica dello spazio interplanetario e dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). L’esperto italiano non ha dubbi sull’esistenza nell’universo di altre civiltà evolute e tecnologicamente avanzate almeno quanto la nostra. E lo spiega non in base agli Ufo o ad altri elementi ancora da valutare con certezza, ma a partire esclusivamente dalle evidenze scientifiche. Una parte delle quali sviluppate direttamente sul campo grazie al progetto Itasel (Italian Search for Extraterrestrial Life), un progetto italiano che sta sondando la presenza di acqua su 35 pianeti esterni al sistema solare, e che finora l’ha individuata in modo sicuro su due di essi che si trovano a una distanza di 100 anni luce da noi.

 

A seguito delle dichiarazioni di Hawking, anche il Dott. Steven M. Greer, ideatore del “Disclosure Project” (il programma di divulgazione pubblica della verità sull’esistenza della vita aliena) è intervenuto fornendo la seguente dichiarazione:

"E’ deplorevole che Stephen Hawking abbia aggiunto la sua voce al coro di una crescente xenofobia e paura per quanto riguarda ciò che definisce alieno. In secondo luogo, come scienziato, dovrebbe essere più informato: una civiltà interstellare potrebbe essere in possesso di una tecnologia che potrebbe rivelarsi utile alla Terra, vista la scarsità delle risorse. Inoltre, se avesse la possibilità di viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, potrebbe donarci la tecnologia necessaria."

 

Dopo Steven Greer del Disclosure Project, anche Paul Hellyer, ex Ministro della Difesa e dei Trasporti canadesi (dal 1963 al 1967), noto per le sue dichiarazioni di apertura sulla necessità di un’ampia divulgazione della realtà extraterrestre, è intervenuto per dire la sua in merito alle discusse dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni dallo scienziato britannico Stephen Hawking, circa la possibile pericolosità di un contatto con gli alieni. Hellyer, ormai ottantaseienne, ritiene che non solo gli extraterrestri ci visitino da molto tempo ma che essi ci abbiano in qualche modo aiutati a crescere dal punto di vista tecnologico. Egli si rifiuta di capire i motivi che hanno spinto lo scienziato britannico a rilasciare tali dichiarazioni e lo accusa di diffondere disinformazione in materia di vita aliena. “Penso che sia davvero triste che uno scienziato di quella fama possa contribuire a destabilizzare un argomento così serio ed importante”, ha commentato. “Hawking specula in un nuovo documentario che la vita extraterrestre si potrebbe ridurre soltanto a microrganismi o piccoli animali, ma ora aggiunge che se esistessero forme di vita più avanzate esse potrebbero essere nomadi e alla ricerca di pianeti da colonizzare”.

 

L'eco delle parole del celebre astrofisico dunque non smettono di creare clamore, e non poteva essere altrimenti visto l'autore, stiamo parlando di una delle menti più eccelse di questo secolo. Vi terremo aggiornati.

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Commenti: 3
  • #1

    Lorenzo (mercoledì, 05 maggio 2010 18:17)

    Ridurre le forme di vita aliene a microorganismi sarebbe pienamente in linea con l'accoglimento della convinzione ecclesiastica secondo la quale l'uomo sarebbe la forma di vita meglio riuscita a Dio, ma andrebbe sicuramente contro quella convinzione dettata dalla fede secondo la quale Egli è onnipotente. Cio implica necessariamente la creazione di altre forme di vita non necessariamente meno evolute, motivo per cui la Chiesa è sempre più propensa ad accogliere la vita extraterrestre come manifestazione dell' onnipotenza del Cratore. Non dimentichiamoci, inoltre, che le fattezze delle creature aliene a noi note, almeno da quanto emerge dai racconti di addotti e/o persone che in buona fede raccontano le esperienze vissute e che possiedono la tecnologia e le conoscenze per contattarci, sono molto somiglianti a quelle che ci caratterizzano. Per tale motivo, potremmo anche rivolgerci a loro (e loro a noi) con l'appellativo di "fratelli" senza incorrere in errore.

  • #2

    Lorenzo (mercoledì, 05 maggio 2010 18:37)

    <<una civiltà interstellare potrebbe essere in possesso di una tecnologia che potrebbe rivelarsi utile alla Terra, vista la scarsità delle risorse>>


    Ne sono convinto. Il vero salto tecnologico nel campo dell'elettronica c'è stato nel dopo guerra ed è continuato fino ad oggi sviluppandosi con una celerità che lascia molto spazio alla teoria aliena. Come è possibile, infatti, che l'uomo abbia avuto un'illuminazione così' geniale che in soli 50 anni lo abbia portato al livello tecnologico invidiabile cho oggi vanta ?
    Merito degli scienziati ? Sicuramente nessuno toglie loro gran parte del merito, ma lo zampino di qualcun altro c'è di sicuro.

  • #3

    Zampino rettiliano (mercoledì, 21 marzo 2012 23:38)

    In effetti il vero merito di tutto è di noi rettiliani!