mar
27
apr
2010
L'Arca di Noé esiste davvero secondo la stampa Turca
Un gruppo di ricercatori composto da esperti turchi e cinesi ha ritrovato la biblica Arca di Noe' sul Monte Ararat, secondo quanto riportato dalla stampa turca.
Uno dei membri del gruppo, il documentarista cinese, Yang Ving Cing ha dichiarato di aver individuato una vecchia struttura in legno ad una altitudine di 4 mila metri sull'Ararat, situato a Est
della Turchia vicino al confine iraniano. L'esploratore, membro di un'organizzazione internazionale dedicata alla ricerca della mitica Arca che permise a Noe' e alla sua famiglia di fuggire al
Diluvio Universale, ha detto che i resti ritrovati sono piu' vecchi di 4.800 anni. "Non e' sicuro al 100 per cento che e' l'Arca, ma pensiamo che lo sia al 99,9 per cento", ha detto Ving Cing in
una dichiarazione all'agenzia turca Anadolu. "La struttura della barca possiede molti scomparti e si puo' dire che si tratta degli spazi in cui si trovavano gli animali", ha
detto.
Ving Cing ha spiegato di aver gia' contattato il governo turco per chiedere la protezione dell'area e per avviare gli scavi, ed ha aggiunto che chiedera' all'Unesco di inserire questa regione nella sua lista del patrimonio dell'umanita'. Non e' la prima volta che un gruppo dice di aver ritrovato l'Arca sull'Ararat, la montagna piu' alta della Turchia, dove (secondo quanto narra la Bibbia) l'Arca di Noe' si sarebbe arenata.
Diluvio Universale
Sono state ritrovate qualche tempo fa nel mar Nero importanti prove che confermerebbero l'esistenza del diluvio universale. Grazie alla spedizione dell’archeosub Robert Ballard e soprattutto al suo «Little Hercules», un robot-sottomarino telecomandato, sono state rinvenute a 12 miglia dalla costa turca e a circa 90 metri di profondità canne impastate con fango e argilla, corrispondenti a vecchie travi di una capanna di circa 35 metri quadri, attorno alle quali si trovano manufatti e utensili in ottimo stato di conservazione, nonostante per ora tutto sia rimasto sul fondo, per gli studiosi non ci sono dubbi: si tratta di un edificio risalente al neolitico.
Da un punto di vista scientifico, la vicenda del diluvio universale è un fatto spiegabilissimo, datato a più di 7.500 anni fa. Si crede, infatti, che in quell’epoca l'ampia zona occupata, oggi,
dal mar Nero fosse una fertile pianura coltivata da popolazioni agricole provenienti dal Medio Oriente. Essa ospitava, nella sua parte più depressa un piccolo lago e la sua altitudine era molto
al di sotto del livello del vicino mar Mediterraneo.
Diversi ritrovamenti sui fondali del mar Nero di conchiglie fossili databili a quell’epoca, d’altronde, confutano questa tesi facendo ipotizzare, conseguentemente ad eccezionali eventi meteorici,
l'improvviso rovesciamento dell'acqua del Mediterraneo in corrispondenza dell'attuale stretto dei Dardanelli.Gli insediamenti umani furono, così, travolti e cancellati.
L'acqua sarebbe dilagata nella pianura, precipitando per mesi da una cascata alta 150 m, in quantità 600 volte superiore a quella riversata dalle cascate del Niagara. Tale evento catastrofico,
avrebbe portato alla nascita del mar Nero e avrebbe spinto le popolazioni che vivevano in quell'area a fuggire via, dando vita al racconto biblico del diluvio universale.
“Il diluvio durò sulla terra 40 giorni: le acque crebbero e sollevarono l'Arca... Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra... Per ogni essere vivente che si muove sulla terra”.
Questo è quanto riportato dall’Antico Testamento. Non è solo la dottrina cristiana a riportare l’accaduto, ma sono diversi i testiantichi che vi fanno riferimento.
Tra i tanti, esiste la saga sumera di Gilgamesh, dove il protagonista Utnapishtim, compie gesta ed esperienze del tutto simili a quelle di Noè.







