Atterrare su un asteroide non fa notizia?

In questi giorni abbiamo visto i giornali pieni della notizia della missione marziana del 2030. Questo ha fatto passare in secondo piano un'altro importante obbiettivo illustrato da Obama nella sua conferenza stampa alla Nasa. Durante una visita al kennedy Space Center infatti il presidente degli Stati Uniti, ha lanciato una sfida al mondo intero: preparare un viaggio su un asteroide 

Un viaggio del genere potrebbe essere molto importante per una missione su Marte. Potrebbe anche svelare come si sia formato il nostro sistema solare. E potrebbe dare agli uomini la conoscenza per fare qualcosa che finora è stata fatta solo nei film da eroi dalla mascella squadrata: salvare la Terra da una collisione con un asteroide. Eppure nessuno ne parla. 

La NASA ha monitorato quasi 7.000 oggetti vicini alla Terra. Di questi, 1.111 sono asteroidi potenzialmente pericolosi. Quelli più grandi sono i più letali e colpiscono la Terra ogni centinaia di migliaia di anni. Gli esperti non ne hanno ancora in mente uno in particolare ma ci sono una dozzina di candidati, molti dei quali passano a circa 5 milioni di chilometri dalla Terra.

 

Gli asteroidi potrebbero dirci come si è formato il sistema solare poiché risalgono a 4,6 miliardi di anni fa. Contengono sostanze come l'idrogeno, il carbonio, il ferro e il platino, che potrebbero essere utilizzati dagli astronauti per il carburante e le attrezzature - competenze necessarie anche per un viaggio su Marte.

L'Apollo 11 ha impiegato otto giorni per il viaggio sulla Luna nel 1969. Per andare e tornare da un asteroide ce ne vorranno circa duecento. Ci vorranno alloggi adatti e tutto ciò che possa permettere di vivere nello spazio per tanto tempo.

“Entro il 2025 speriamo che le nuove navicelle progettate per i lunghi viaggi siano pronte. Potremmo così iniziare le prime missioni al di là della Luna”, ha detto Obama.

Anche se l’asteroide è più lontano della Luna, il viaggio potrebbe consumare meno carburante ed essere più economico a causa dell’assenza di gravità. D'altra parte, per questo motivo, la navicella potrebbe avere delle difficoltà in fase di atterraggio e potrebbe rimbalzare. Gli astronauti avranno bisogno di qualche oggetto che li aiuti a camminare senza schizzare via. A ogni passo potrebbe esserci il rischio di essere lanciati nello spazio.

Sarà quindi un viaggio rischioso. Annullare una missione in caso di emergenza potrebbe lasciare gli astronauti imprigionati nello spazio per settimane.

“È davvero la cosa più difficile che possiamo fare”, ha detto Charles Bolden, amministratore della NASA.

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